Si è tenuto il 13 ottobre 2018, nella palestra delle Scuole "Drusiani" a Bologna, il raduno Collegiale di Sanda della Federazione Italiana Wushu Kungfu: un gruppo di ottimi atleti di diverse scuole di Wushu ha lavorato insieme per 5 intense ore di allenamento secondo le metodiche e i contenuti della didattica cinese; gli atleti si sono generosamente cimentati nelle varie fasi dell'allenamento: riscaldamento, allungamento, ripetizione di vari fondamentali, circuiti, approfondimenti tecnici sulle proiezioni, vari esercizi in coppia con colpitori, scambi di braccia secondo differenti consegne, esercizi di corsa e cadute a staffetta in gruppi, generoso sparring, fino al massaggio in coppia secondo le caratteristiche tecniche di tuina in uso presso le palestre cinesi.

Il tutto sotto la direzione del Maestro Claudio Albieri, al quale oltre alla competenza tecnica e attenzione educativa si può attribuire l'antichissimo aforisma contenuto nell'I-Ching: "il forte è flessibile" (n.57), non solo perchè Albieri, grazie alla sua formazione anche nelle forme mantiene ancora un'invidiabile flessibilità articolare e nemmeno perchè nelle tecniche di proiezione ribalta ancora elegantemente anche agonisti di buon peso, ma soprattutto perchè dimostra nella pratica la flessibilità mentale di chi non si chiude nell'orticello della propria Scuola ma crede ancora nel lavoro di squadra, nella collaborazione fra Maestri e atleti di diversa appartenenza e forse questa flessibilità mentale, questo saper uscire da schemi rigidi, rimanendo generosamente accoglienti, è la forma di flessibilità più importante ed efficace!

Ne hanno dato comunque ottimo esempio tutti coloro che hanno partecipato al raduno proveniendo non solo da fuori provincia ma anche da fuori regione; a siglare il valore della collegialità la significativa presenza del Vicepresidente della Fiwuk, Maestro Mario Follari.

A tutti i partecipanti a questo Collegiale si può addire un aforsima tratto da un altro antico testo cinese, il "Neiye" (n. 9), "l'uomo nobile d'animo fa uso delle cose, non si lascia usare dalle cose": infatti un buon tecnico, come un buon atleta, è libero rispetto non solo al culto di eventuali oggetti legati alla propria pratica sportiva, ma anche e soprattutto rispetto al culto della propria immagine, della propria carriera, del proprio profitto e tornaconto personale ... non perchè tutto ciò sia in sè problematico ma perchè è bene che ogni cosa stia al suo posto, così come il tradizionale saluto marziale ci ricorda all'inizio e alla fine di ogni lezione. La mano sinistra copre la destra appunto a simboleggiare che la forza (rappresentata dalla destra chiusa a pugno) va' controllata, va' gestita con dignità e rispetto, secondo un efficace e armonico equilibrio che da personale diventa comunitario, connettendosi con un'altra simbologia del saluto -le braccia impostate a cerchio- a indicare la propria collocazione nel grande cerchio che accomuna tutti i praticanti di Wushu.

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