Polisportiva Dilettantistica Spartacus Bologna

CENTRI ESTIVI DI WUSHU ESTATE 2012

Articoli - Notizie
Share

Centri Estivi di Estate 2012 "Wushu Reno"

alt

DOVE

Presso il centro scolastico e sportivo Scuole Medie Giuseppe Dozza in via De Carolis n. 23 a Bologna Quartiere Reno.

ETA'

Esclusivamente rivolto a Bambine e Bambini dai 6 ai 13 anni.

PERIODO

Centro Estivo dedicato alle arti marziali cinesi "Wushu Reno" dal 25 giugno 2012 al 27 luglio 2012 (5 turni settimanali):

1° Turno dal 25 giugno al 29 giugno 2012

2° Turno dal 2 luglio al 6 luglio 2012

3° Turno dal 9 luglio al 13 luglio 2012

4° Turno dal 16 luglio al 20 luglio 2012

5° Turno dal 23 luglio al 27 luglio 2012

COME SI SVOLGE

Programma tipo di una giornata al Centro Estivo:

Ore 7,30 - 9,00       Accoglienza

ore 9,00 - 9,15       Colazione

ore 9,15 - 10,00     Allenamento di Wushu/Kungfu fondamentali, esercizi e giochi.

ore 10,15 - 10,30   Pausa ristoro

ore 10,30 - 12,00 Allenamento con attrezzi tipici in legno: Bastone, Sciabola, Spada e Lancia. Giochi

ore 12,00 - 13,00 Pausa pranzo

ore 13,00 - 14,00 Giochi liberi

ore 14,00 - 15,00 Programmazione di filmati di wushu girati in Italia, Cina e altri Paesi.

ore 15,00 - 16,00 Attività grafiche: pittura, calligrafia e disegno. Attività manuali e chi vuole i compiti scolastici.

ore 16,00 - 16,15 Merenda

ore 16,15 - 17,30 Attività libera, giochi di società, sport e uscita.

INSEGNANTI

Sarà presente per tutto il periodo del centro estivo il maestro federale Coni-Fiwuk Prof. Claudio Albieri, ed altri qualificati insegnanti.

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO

Per l'allenamento è obbligatorio indossare scarpette adatte al Wushu da utilizzarsi esclusivamente in palestra. Per l'attività di gioco sono indicate altre calzature adatte a giochi con palla, corsa e movimento. E' consigliato munirsi di un cambio e pantaloncini estivi.

ATTREZZATURE A DISPOSIZIONE

Saranno a disposizione dei praticanti il tappeto morbido per attività e giochi al suolo. Bastoni, sciabole, spade e lance in legno sotto il rigoroso controllo degli insegnanti. Ogni praticante può presentarsi munito dei propri attrezzi di allenamento e conservarli in palestra e alla fine di ogni allenamento verranno riposti e custoditi in palestra con gli altri.

MENSA

Il pranzo sarà fornito dalla ditta CAMST che si occupa della refezione scolastica. Ogni pasto sarà costituito da un primo piatto, un secondo piatto e contorno (crudo o cotto), pane frutta di stagione e acqua minerale. Verranno distribuite una colazione alla mattina e una merenda al pomeriggio.Il menù specifico sarà consegnato al momento della richiesta di informazioni. E' indispensabile fornire, tramite la compilazione del modulo di iscrizione, ogni indicazione riguardante eventuali problemi di dieta.

QUOTE DI PARTECIPAZIONE

Ricordiamo agli utenti che la realizzazione del Centro Estivo "Wushu Reno" è resa possibile dall'amministrazione dell'Ufficio Quartiere Reno di Bologna che offrire gratuitamente i locali scolastici.

Costo Settimanale:

Tempo Pieno (7,30 - 17,30) € 95,00,

Tempo Parziale (7,30 - 14,30) € 90,00

Solo Mattino (7,30 - 13,00) € 85,00

ISCRIZIONI

Le iscrizioni si accetteranno dal 1° aprile al 31 maggio 2012

Lunedì dalle ore 16,45 alle ore 18,00 al Palazzetto del Centro Sportivo Barca via Raffaello Sanzio,6

Martedì dalle ore 16,30 alle ore 20,00 scuole Guido Reni vicolo Bolognetti, 6

Mercoledì dalle ore 17,00 alle ore 21,00 scuole Drusiani via Speranza, 58

Giovedì dalle ore 16,30 alle ore 20,00 scuole Guido Reni vicolo Bolognetti, 6

Venerdì ore dalle ore 17,00 alle ore 21,00 scuole Drusiani via Speranza, 58

Per ogni altra necessita si prega di chiamare al telefono 349 8202854.

PRENOTAZIONI

Il numero dei partecipanti è limitato, allo scopo di favorire l'attività del Centro Estivo e possibile prenotare anticipatamente la presenza tramite e mail all'indirizzo elettronico claudio.albieri@tiscali.it o al sito www.spartacusbologna.it.

Informazioni, modulistica, entrate e uscite anticipate

Ogni altra informazione sul centro estivo sarà fornita dal referente coordinatore prof. Claudio Albieri al numero di Telefono e Fax 051 388144 e mail claudio.albieri@tiscali.it o al telefono 349 8202854 o sul sito www.spartacusbologna.it.

In caso di necessità abbiamo provveduto alla realizzazione della seguente modulistica che alleghiamo:

- Mod. 1 per l'iscrizione alla Polisportiva Dilettantistica Spartacus Bologna adesione Uisp e Coni-Fiwuk e copertura assicurativa annessa;

- Mod. 2 per la richiesta di certificato medico di idoneità alla pratica sportiva non agonistica;

- Mod. 3 domanda di ammissione al Centro Estivo "Reno 2012";

- Mod. 4 rinuncia ai turni assegnati;

- Mod. 5 uscita anticipata;

- Mod. 6 uscita con persona diversa dai genitori;

- Mod. 7 adesione al programma di "Alfabetizzazione" per bimbi provenienti dall'estero;

- Mod. 8 per l'esecuzione al Centro dei compiti scolastici (martedì e giovedì);

- Mod. 9 richiesta dieta speciale o tipo "B" (in bianco)

- Mod. 10 piano mensa CAMST.

ENTRATE O USCITE FUORI ORARIO

Chi desidera accompagnare o prelevare il bambino al di fuori degli orari di entrata (7,30 - 9,00) e uscita (16,15 - 17,30) ha l'obbligo di informare la direzione del centro con anticipo anche telefonicamente al 349 8202854.

Info.: Prof. Claudio Albieri 349 8202854 www.spartacusbologna.it -

claudio.albieri@tiscali.it

 

OFFERTA FORMATIVA CENTRO ESTIVO SPARTACUS

"WUSHU RENO 2012" SCUOLE DOZZA

Con particolare soddisfazione, a nome della Polisportiva Dilettantistica Spartacus Bologna, sottopongo alla cortese attenzione dei visitatori del nostro sito questa iniziativa. Per noi, questo progetto, rappresenta un importante tappa nel nostro cammino sportivo iniziato oltre 25 anni fa in altri territori, e proseguito a Bologna a partire dal 1996.

Il progetto di un Centro Estivo dedicato alle arti marziali cinesi e proposto ai bambini e alle bambine, può essere considerato come una novità nell'offerta di attività motoria di base a Bologna.

Il successo finora ottenuto al Quartiere Reno di Bologna con l'apertura dei nostri corsi di Wushu/Kungfu per bambini alle scuole Drusiani e al Centro Sportivo Barca. La realizzazione dei progetti scolastici gratuiti portati a termine alle scuole Zamboni, Drusiani, De Vigri e Albertazzi, ci incoraggiano dell'arricchire la nostra attività con nuove ed efficaci iniziative nella promozione delle arti marziali cinesi in forma prevalentemente ludica, amatoriale, ma anche agonistica.

Nello sviluppo di questo sport riteniamo di particolare importanza un corretto avviamento giovanile alla sua pratica. La pratica del Wushu si presenta, nelle sue molteplici espressioni particolarmente adatto alla fase dello sviluppo del bambino nel suo processo evolutivo.

La tradizione legata a molti giochi di squadra ed attività ludiche individuali, ed ancor di più il moderno orientamento seguito soprattutto dalle specialità che hanno potenziato l'aspetto sportivo intrapreso in giovane età, colloca oggi, anche il Wushu, nel panorama sportivo internazionale assieme ad attività maggiormente note come la Ginnastica Artistica, Ginnastica Ritmica, Danza, Atletica Leggera, Nuoto, Pallavolo, Scherma, Judo, Calcio, Basket, Pallamano, Rugby, e altri.

Moltissime attività sportive, tra le quali anche il nostro sport sono da considerarsi un valido supporto per l'introduzione nelle Scuole di queste attività motorie e formative, allo scopo di forgiare nel tempo le qualità che solo a distanza di anni il giovane mostrerà.

A tale proposito può essere molto importante iniziare ad operare con i giovanissimi del Primo Ciclo delle scuole elementari (I^ e II^) ed i più grandi del Secondo Ciclo (III^, IV^ e V^) in perfetta sintonia con il loro giovane corpo, senza mai dimenticare che non ci si trova di fronte ad adulti in miniatura bensì a persone che si trovano in una complessa e sensibilissima fase evolutiva.

Nel primo approccio con questo delicato settore di intervento "educativo", è nostra volontà proporre un ciclo di 5 settimane (3 ore di allenamento al giorno), verranno offerti alcuni elementi per chiarire l'importanza dell'esercizio fisico sull'accrescimento, allo scopo di avviare uno studio legato all'insegnamento del Wushu/Kungfu ai bambini, operando con impegno ed estrema cautela nei confronti dei giovanissimi.

La mia ventennale esperienza nella pratica del Wushu/Kungfu (iniziata da giovane nel 1981 a Ferrara) ed un ventennio (dal 1987) di insegnamento ai bambini, mi porta a credere che la pratica delle arti marziali sia da intendersi essenzialmente come esercizio fisico, movimento, ginnastica, gioco ed attività ludica volta ad aiutare l'organismo dei bambini. Questa convinzione, supportata dai mie studi all'ISEF di Bologna (dove mi sono diplomato nel 2001), mi conduce alla conclusione che l'insegnamento di molte altre discipline sportive, e quindi anche del Wushu, dovrebbe essenzialmente essere legato all'educazione fisica e motoria di base, trascurando inizialmente l'aspetto tecnico specifico.

L'esercizio fisico ad indirizzo formativo favorisce le molte variazioni, modificazioni, trasformazioni che si susseguono nell'arco del processo evolutivo.

La pratica ginnica, quindi anche l'aspetto legato agli sport di indirizzo, ha benefici influssi sullo stato fisico del soggetto e sul suo benessere, essa concorre a: sviluppare le masse muscolari a scapito dell'adipe; migliorare la funzionalità cardiocircolatoria e respiratoria; favorire l'incremento della forza muscolare e la resistenza allo sforzo; consentire lo sviluppo e l'affinamento della coordinazione motoria sia generale che specifica.

Gli elementi ginnici presenti in molte specialità sportive, ed introdotti nella regolare pratica nei nostri corsi, più in generale la pratica motoria, favoriscono il processo di maturazione generale e particolare dei vari organi ed apparati in relazione alla loro struttura e alla loro funzionalità.

Inoltre, praticare una sana attività motoria in giovane età, in modo ragionevole e razionale permette un plastico e funzionale sviluppo del sistema nervoso centrale e delle sue importanti funzioni.

Per questi motivi, una corretta opera dell'insegnamento ai giovanissimi, non può prescindere da una pratica, più o meno approfondita, ma che tenga conto dei fenomeni legati all'accrescimento, applicati poi nel diversificarsi delle tecniche di pratica a seconda alle età appartenenti ai due cicli didattici elementari e a quello delle medie.

Lo scopo di questo approccio, in un Centro Estivo incentrato sul Wushu, (denominato appunto "Wushu Reno 2012") con la pratica motoria e lo studio delle arti marziali nel Quartiere Reno, è quello di offrire un'alternativa alle offerte finora esposte e al contempo facilitare l'approccio verso una disciplina che permette di esprimere passione e soddisfazione come qualsiasi altra attività sportiva.

Prof. Claudio Albieri

 

CONSIDERAZIONI SU STORIA E SIGNIFICATI DELLA FORMA 24 DI TAIJIQUAN

Articoli - Notizie
Share

Lo stile di Taijiquan che conta più praticanti è il Taiji Yang, ideato dal maestro Yang Luchan (1799 – 1872), allievo di Chen Cangxin (della 14° generazione della famiglia Chen). Li Bokui e Yang Luchan furono i primi due allievi, esterni alla famiglia Chen, ai quali fu concesso di apprendere il Taiji Chen. In base alla propria esperienza il maestro Yang modificò le tecniche apprese dando vita ad uno nuovo stile, che avrebbe poi preso il suo nome, caratterizzato da movimenti costantemente lenti e morbidi, eliminando i movimenti bruschi ed esplosivi presenti nella scuola Chen. Quello di Yang Luchan è uno dei nomi più famosi della storia del Wushu, egli fu assunto dal principe Duan, appartenente ad una delle famiglie reali della capitale, come istruttore di Arti Marziali del suo casato; in seguito fu nominato ufficiale alla corte Qing e Maestro d'armi nell'esercito.Nel 1925 lo stile Yang fu introdotto nelle scuole cinesi ed insegnato ai professori di educazione fisica. Dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, il I ottobre 1949, il Partito Comunista Cinese ed il Governo hanno dato grande importanza allo studio, alla sistematizzazione e alla diffusione delle Arti Marziali ed in particolare del Taijiquan, ritenendo queste pratiche indispensabili per la salute del popolo; fu così che vennero costituiti i primi sei Istituti di Educazione Fisica comprendenti il Dipartimento di Wushu. Si ritenne quindi importante attivare un processo di revisione e codificazione del patrimonio del Wushu, per definire esattamente i programmi formativi per gli Istruttori di Wushu.

Nell'ambito di questo processo di codificazione per quanto riguarda lo stile Yang di Taiji si decise di selezionare una forma che rappresentasse la migliore sintesi di diverse antiche forme, nacque in questo modo la forma 24, ufficialmente codificata il 1° agosto del 1956 con la pubblicazione del "Taijiquan semplificato (24 movimenti)" ad opera della Commissione Statale per l'Educazione Fisica e lo Sport. In realtà si tratta soprattutto di una data convenzionale in quanto è molto probabile che questa sintesi in realtà fosse già stata fatta (nel periodo successivo al '49), inoltre rimane sempre la sistematizzazione di antichi contenuti del Wushu riproposti in una sequenza organica che esclude le lunghe ripetizioni dello stesso movimento.

Il termine "codificazione" non deve quindi trarre in inganno: non significa "invenzione" ma solo "sistematizzazione", non si è pertanto inventato nessun nuovo movimento ma si è semplicemente deciso di razionalizzare e organizzare il repertorio antico. Conseguenza evidente di ciò è che i vari movimenti della forma 24 hanno una precisa origine marziale e quindi una relativa applicazione, cosa peraltro evidente a chi ha potuto formarsi nei parchi insieme ai praticanti cinesi fino ai primi anni '90 (prima del diffondersi di interpretazioni di tipo commerciale proposte agli stranieri). In quel periodo nei suoi soggiorni in Cina il Maestro Albieri non solo ha conseguito il Diploma in Wushu del Corso per Allenatori di arti marziali cinesi (rilasciato dall'Istituto di Educazione Fisica di Pechino, Università di Educazione Fisica di Pechino e Scuola dello Sport di Pechino) ma ha passato molto tempo anche al mattino presto nei parchi assistendo al ripasso delle applicazioni ad opera di esperti praticanti cinesi, i quali, a scanso di equivoci, facevano poi vedere a quale movimento della forma 24 fosse riferita l'applicazione che stavano eseguendo. Del resto sarebbe perlomeno poco logico sostenere che un movimento, come per esempio "afferrare la coda del passero", corrisponda ad una precisa applicazione in una forma come la 88 mentre lo stesso movimento, ripresentato nella forma 24, sia privo di un contenuto marziale: se infatti il movimento è quello e l'origine ne è chiara e l'applicazione pure non può certo cambiare di significato se inserito in una sequenza con più o meno movimenti!

A proposito di "codificazione" è bene anche ricordare che da sempre e in molti modi la Cina ha avuto periodi di revisione di ciò che era stato trasmesso dal passato e che, in ogni caso, il Wushu è arrivato fino a noi in gran parte proprio perché in passato era stato codificato: basti pensare al famoso generale della dinastia Ming, Qi Jiguang (1528-1587), che pubblicò un importante manuale di Wushu in collaborazione con il Maestro Cheng Chongduo.

La forma 24 è costruita con una successione che propone prima i movimenti più semplici e poi quelli più complessi, per facilitarne l'apprendimento. La forma di Taijiquan semplificato è accessibile a persone di tutte le età e non richiede particolari doti ginniche, ciononostante rimane un patrimonio significativo, coltivato anche da praticanti di lunga esperienza; nella logica del Taiji infatti non importa sapere tante forme, ciò che più conta è fare bene ciò che si conosce, fosse anche poco. Gli effetti positivi della pratica del Taiji sono perseguibili anche attraverso poche sequenze ben eseguite, mentre gli stessi effetti non sarebbero perseguiti con la pratica approssimativa di molti contenuti tecnici poco padroneggiati; anche per questo un serio avanzamento nella pratica del Taiji richiede una particolare calma, tempi lunghi e una pratica costante ed accurata.

Nel 1957 la Commissione pubblicò il libro illustrato intitolato "Lo sport del Taijiquan" che conteneva la sequenza degli 88 movimenti che raccolgono l'intero repertorio della scuola Yang. In seguito, all'inizio degli anni '60, furono pubblicati i libri di Taijiquan delle altre principali scuole: Chen, Wu, Wu e Sun, finalizzati sia all'incremento della salute, sia all'allenamento sportivo. Nel 1979 venne pubblicato un altro libro con la sequenza dei 48 movimenti, elaborata con tecniche delle differenti scuole di Taijiquan.

La forma 24 dello stile Yang è la forma di Taiji più diffusa e in relazione alla diffusione di questa forma presso i praticanti cinesi, ma anche di tante altre nazioni, si tratta della forma di arti marziali più praticata nel mondo.

Tradizionalmente in Cina la forma 24 viene considerata corretta se eseguita in circa 4 minuti, con un margine di tolleranza compreso tra i 3,40 min. e i 4,20, anche se è bene comunque attenersi ad un limite minimo di 3,50 minuti. Questa indicazione è in linea con l'autorevole interpretazione dell'insegnante Zu Ruiji, famoso arbitro internazionale, il quale ha affermato che la forma 24 allenata ad un ritmo lento, oltre i 4,20 min. (come allenamento personale senza finalità agonistiche), sia comunque una interpretazione corretta del Taijiquan. E' lecito supporre che vadano posti limiti anche alla lentezza ma il dato chiaro, secondo Zu Ruiji, è che se la forma 24 è eseguita velocemente, sotto la soglia dei 3,40 minuti, sia da considerarsi eccessivamente frettolosa e scorretta; viene quindi spostato l'accento su una esecuzione preferibilmente lenta.

Fondamentali della forma 24:

progressione in gong bu, progressione in posizione cha bu, progressione in posizione en dang bu, accarezzare la criniera del cavallo selvaggio, sfiorare il ginocchio, respingere la scimmia, afferrare la coda del passero, muovere le mani nelle nuvole, calcio di tallone, doppi pugni, passare la spola, sferrare un pugno e ruotare, bloccare, colpire.

I 24 movimenti:

1. innalzare l'energia (Qi shi) movimento di apertura

2. accarezzare la criniera del cavallo selvaggio (ye ma fen zong), 3 volte

3. la gru bianca apre le ali (bai he liang chi)

4. sfiorare il ginocchio (lou xi ao bu), 3 volte

5. suonare il liuto (shou hui pipa)

6. respingere la scimmia (dao juan gong), 4 volte mentre si indietreggia

7. afferrare la coda del passero (zuo lan que wei) a sinistra

8. afferrare la coda del passero (yuo lan que wei) a destra

9. frustare (dan bian), il piede destro è in posizione orizzontale

10. muovere le mani nelle nuvole (yun shou), 3 volte

11. frustare (dan bian), il piede destro piegato è leggermente in avanti

12. carezzare il cavallo (gao tan ma = ispezionare dall'alto del cavallo)

13. calciare (you deng jiao = tallonata destra)

14. doppi pugni (shuang fen guan er = colpire entrambe le orecchie)

15. calciare (zhuan shen zuo deng jiao = ruotare e tallonata sinistra)

16. sfiorare il terreno e alzare il ginocchio (zuo xia shi du li) a sinistra

17. sfiorare il terreno e alzare il ginocchio (yuo xia shi du li) a destra

18. passare la spola (chuang shuo), 2 volte

19. afferrare l'ago in fondo al mare (hai di zhen)

20. spingere il braccio (shan tong bi = come un lampo oltrepassare la schiena)

21. pungo rovescio e sferrare un pugno (zhuan shen ban lan chui = ruotare, bloccare, colpire)

22-24. movimenti di chiusura: ru feng si bi = chiusura apparente; shi zi shou = mani incrociate; shou shi = rimettere l'energia (invertendo le sequenze lo stesso movimento è in apertura).

 

alt

Disegno del movimento "accarezzare la criniera del cavallo selvaggio", relativo ad una non facile ma importante applicazione, una proiezione utilizzata anche nel Sanda.

 

 

 

 

 

 

BUONI FRUTTI DA UNA BUONA PIANTA

Articoli - Notizie
Share

  

 

Dalla qualità dei frutti si riconosce la qualità di una pianta, ecco alcuni frutti del Maestro Claudio Albieri, direttore tecnico della Polisportiva Spartacus Bologna rispetto ai risulati dei suoi allievi: ai campionati Mondiali di Wushu 2011 -svoltisi ad Ankara- partecipa Matteo Cavalletti, ammesso nella nazionale in quanto Campione italiano nel Sanda -60Kg. A dicembre 2011, presentando un nutrito programma didattico, una schiera di allievi supera l'esame federale di I e II Duan ("cintura nera" di I e II grado) e 4 allievi conseguono il diploma federale di allenatore. Nel marzo 2012 Elia Costa, convocato nella nazionale juniores, partecipa a Tallinn alla 14° edizione di Campionati Europei di Wushu (ai quali partecipano 28 agguerrite nazionali) conseguendo il terzo posto nel Taiji e la medaglia d'argento nel bastone. Ai campionati Italiani di Wushu -Pescara, aprile 2012- la Spartacus ottiene 3 medaglie d'oro, 2 d'argento e una di bronzo (Debora Molinaro diviene Campionessa italiana nella sciabola ed Elia Campione nel bastone e nel Changquan a mani nude). Sempre nel 2012 la Spartacus risulta la prima società della Regione Emilia Romagna nel Sanda. Lo stesso Maestro Albieri ai campionati Europei 2012 supera brillantemente l'esame come arbitro internazionale e viene premiato fra i migliori 8 ufficiali di gara europei, con l'onore di arbitrare il prestigioso incontro delle finali di Sanda! Possiamo ricordare infine come il 2005 -Hanoi, Campionati Mondiali di Wushu- con Albieri come allenatore è stato l'anno in cui la nazionale di Sanda ha vinto più medaglie!

 

Nella foto: il Maestro Albieri in Cina

 

TAIJIQUAN E SPIRITUALITA'?

Articoli - Notizie
Share

Il Taijiquan può ben indicare lo spirito orientale: ciò che vi si vede rimanda ad altro e in un modo particolarmente ineffabile! Un occidentale potrebbe interpretare questa specialità del Wushu come una sorta di meditazione in movimento, carica di valenze spirituali, mistiche oppure anche esoteriche: a questo proposito si può notare come il Taiji abbia di certo legami non trascurabili con il Taoismo, con la medicina tradizionale cinese e come innegabilmente giovi al benessere psicofisico e sia decisamente efficace nel rasserenare; peraltro la presenza di questi elementi non autorizza automaticamente a spingersi sui piani della spiritualità, si potrebbe correre il rischio di fare torto sia al Taiji sia alla spiritualità! Come sempre il ricorso alla tradizione può chiarire le idee: basterebbe forse anche solo prendere in considerazione gli stessi ideogrammi che compongono "Tai-ji-quan", notando come "quan" significhi inequivocabilmente "pugilato" (o anche "stile di combattimento"). La radice marziale del Taji è del resto evidente anche rispetto a coloro che hanno dato vita a questo stile: lasciando cadere ipotesi fantasiose che chiamerebbero in causa fra gli altri Zhang Sanfeng (1368-1644) le ricerche di insigni studiosi cinesi, quali Tang Hao e Gu Liuxin, hanno dimostrato che le origini del Taiji vanno ricondotte a Qi Jiguang (1525-1587), famoso generale della dinastia Ming, e alla successiva elaborazione di Chen Wanding (m. 1714) e dei suoi discendenti, tutti legati a mansioni militari. Sarebbe infine chiarificante chiedersi il significato dei gesti che si compiono nelle forme di Taijiquan o anche prendere in esame il peso che la didattica cinese attribuisce allo studio del Tuishou e delle applicazioni marziali: l’applicazione di alcuni movimenti corrisponde infatti a tecniche considerate scorrette nel confronto sportivo (come il calcio all’inguine in "la gru bianca apre le ali") o invasive (vedi le varie tecniche di Qinna, come "afferrare la coda del passero"), tecniche che talvolta, se finalizzate, arriverebbero perfino a provocare il decesso dell’avversario (come "sferrare un pugno" che in modo tipicamente "cinese" non è niente affatto un pugno). Considerando questi aspetti che inequivocabilmente costituiscono una parte rilevante dei contenuti tecnici del Taiji, almeno da parte di coloro che in Cina lo hanno inventato e trasmesso fino a noi, sostenere legami diretti fra questo stile delle arti marziali cinesi e percorsi di tipo spirituale risulterebbe un’operazione forse oggi accattivante e commercialmente remunerativa ma abbastanza discutibile! Se disposto a confrontarsi con un contesto culturale molto diverso anche un occidentale può capire che le forme di Taiji sono nate per l’esigenza di ripassare e allenare un determinato repertorio di tecniche marziali e anche per acquietarsi (visto che in origine i Chen avevano diverse uccisioni sulla coscienza); una volta che avrà colto correttamente questo patrimonio così come viene oggi trasmesso in Cina anche un occidentale potrà usufruirne con grande profitto nel proprio contesto ma auspicabilmente senza far diventare il Taiji ciò che non è.

 

Debora ed Elia - settore Wushu Polisportiva Spartacus- Campioni Italiani 2012

Stage e Gare - Anno 2011 - 2012
Share

Dai Campionati Italiani di Wushu 2012 la piccola delegazione della Polisportiva Spartacus Bologna, 8 atleti, torna con 6 medaglie: tre ori, due argenti e un bronzo. Complimenti a tutti e in particolare ai nuovi campioni italiani: Debora per la sciabola ed Elia per il bastone e il Changquan a mani nude!
Le medaglie sono state assolutamente meritate e sudate, anche per l'alto livello dei concorrenti nelle rispettive categorie, merito dell'impegno degli atleti e della competenza del Maestro Claudio Albieri.

Nella foto Debora Molinaro