Il Taolu

L’orientamento moderno

In Cina il Wushu è materia di studio,nelle ore di educazione fisica, dalle scuole Elementari all’Università, e il numero di persone che continuano a praticarlo è stimato dalla Chinese Wushu Association (la Federazione ufficiale cinese) attorno ai 300 milioni
.Il crescente numero di appassionati alle arti marziali cinesi anche in occidente ha dato alle Scuole che lo insegnano una grande responsabilità nella preparazione fisica e tecnica dei propri iscritti. Ciò che viene insegnato nei principali centri di wushu in Italia ricalca in buona parte i programmi degli Istituti di Educazione Fisica della Cina Popolare, che sono il risultato di migliaia di anni di esperienza e il frutto dell’impegno di grandi Maestri.wushu3Negli ultimi 30 anni molti italiani affezionati di arti marziali cinesi si sono avvicinati ad esse perché alla ricerca di una disciplina affine alla propria personalità, che li aiutasse a ritrovare ed esternare certe sensazioni ed emozioni sempre più difficili da rinvenire nella frenetica società moderna. Dopo un periodo di pratica legata agli stili provenienti da Hong Kong e Taiwan (nella seconda metà degli anni 70 e nella prima metà degli anni 80) molti praticanti si sono rivolti agli stili praticati in Cina. Il Wushu modernamente codificato ha arricchito il panorama sportivo proponendosi come un mondo nuovo all’interno delle arti marziali, capace di attrarre a sé migliaia di giovani e meno giovani dalle personalità più variegate.
I vari aspetti che compongono quest’arte marziale permettono, a chi la pratica, di ottenere beneficio sia fisico che intellettuale ricevendo stimoli sempre nuovi e sempre diversi. Uno studio in continua evoluzione garantisce sempre nuovi traguardi ai quali aspirare, sia nell’ambito agonistico che in quello amatoriale: la ginnastica, le forme, il combattimento, le armi, lo studio e l’applicazione dell’energia ecc., coinvolgono il corpo e la mente in un complesso addestramento che porta ad uno sviluppo armonico e ben equilibrato dell’intero organismo.
Ricordiamo che durante i suoi millenni di storia il Wushu ha avuto un costante sviluppo basato sulla sperimentazione svolta su milioni e milioni di persone. Varie generazioni hanno vissuto in prima persona i molteplici aspetti di questa disciplina, migliorando le parti meno congeniali e perfezionandone la tecnica.
L’orientamento che il Wushu ha avuto in epoca moderna lo ha, tra le altre cose, portato ancor più vicino al concetto di salute e di educazione fisica di quanto non lo fosse in passato. Il termine Wushu (arte marziale) non è più legato agli eventi bellici come un tempo. La vita del medioevo cinese, irta di minacce e pericoli, dalle spade affilate dei guerrieri alle fauci taglienti delle belve, non esiste più. E’ perciò inevitabile un adeguamento alla realtà dei tempi, pur rimanendo le arti marziali nel cuore di milioni di persone, oggi come allora. Gli istituti di educazione fisica, i centri di ricerca e di studio del Wushu, hanno saputo indirizzare le masse praticanti attività fisica a qualcosa che li aiutasse ancor di più a vivere.
Lo stile Changquan (boxe a “lungo raggio”), sintesi di vari antichi stili del nord della Cina, ha raccolto in sé tutti gli elementi per fornire a giovani e giovanissimi una concreta padronanza del proprio corpo. Esercitarsi in forme con movimenti ripetuti sia a destra che a sinistra permette loro di sviluppare la multilateralità, così da acquisire un perfetto atteggiamento posturale, anche nella vita di tutti i giorni.
Per un praticante allenarsi nelle forme e nel combattimento significa fortificare il proprio fisico in tutte le sue parti, sviluppare velocità, agilità, forza, resistenza, coraggio, concentrazione, eleganza, impegno, precisione, coordinazione e molte altre qualità.
Un individuo ben strutturato fisicamente è certamente più sicuro di sé, in grado di controllarsi e consapevole delle proprie capacità, cosa che lo aiuta ad affrontare meglio la vita di tutti i giorni. Ogni allenatore può avere prova di questo osservando i ragazzi che frequentano da tempo i propri corsi e rammentandoli come erano quanto hanno iniziato la pratica sportiva, riscontrandone i cambiamenti.
Il Wushu ha una forte componente di divertimento, che può migliorare tantissimo la vita affinché sia sana ed equilibrata: che cosa meglio del divertimento può mantenerci in buone condizioni psicologiche?
Lo sviluppo del Wushu.
Nel 1989 nasceva, a Pechino, il Comitato Preparatorio della Federazione Internazionale di Wushu.
In 17 anni centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo hanno conosciuto il Wushu. Un enorme gruppo di appassionati ha varcato i confini della Repubblica Popolare Cinese per allenarsi con i migliori Maestri di arti marziali cinesi.
Gli insegnanti di ogni parte del mondo hanno convertito o arricchito i propri programmi didattici, inserendo in essi gli stili praticati nelle Scuole cinesi.
Il Sanda e gli Stili utilizzati per le competizioni internazionali hanno avuto un enorme sviluppo: da specialità sconosciute in occidente essi si sono tramutate in passione sportiva per migliaia e migliaia di giovani, che devono affrontare durissime selezioni prima di aggiudicarsi un titolo nazionale.
Il 2 ottobre 1990 è stata fondata a Pechino la International Wushu Federation (IWuF). Dal punto di vista tecnico, in 17 anni il Wushu internazionale ha compiuto passi da gigante: basti confrontare il livello degli atleti non cinesi presenti al Primo Campionato Mondiale di Wushu (disputatosi a Pechino nell’ottobre del 1991) a quello dei partecipanti all’Ottavo Campionato del Mondo di Wushu (svoltisi ad Hanoi nel dicembre del 2007), per capire l’enorme lavoro svolto dalle Scuole e Federazioni in tutto il mondo.
In 17 anni di storia, la IWuF ha consolidato ben 112 federazioni nazionali (partendo dalle 38 del 1990, si è attivati a 112 nel 2007, Europa 37, Asia 35, Africa 20, America 18 e Oceania 2) ed un folto corpo di giudici internazionali, che vanta rappresentanti in tutti e cinque i continenti.

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